caro Michele,
oggi - ormai ieri, ch’è passata da un pezzo mezzanotte - sono venuto a salutarti e con me, tra i tanti tuoi amici, c’erano altri due tumbleri del giro qui, non sto a metterti i link, tanto a te, ora, le connessioni funzionano dirette al cuore, altro che banda larga (però saluto ancora una volta quello splendido ragazzo che s’è prodigato a far da tramite tra la sofferenza dei tuoi ultimi giorni e noi, ansiosi d’aver notizie e poi - certi dell’ineluttabile - di saperti infine in pace: grazie ancora, Adamo)
non noi ci eravamo mai visti, Michele, né posso dire che ci siamo davvero incontrati, ma penso di potermi prendere la confidenza di scriverti, siccome te l’avevo già detto, quando potevi replicare, che ti volevo bene
ti devo ringraziare di tante cose successe oggi… ad esempio che mi hai fatto viaggiare in treno, ormai l’unica occasione per me, sempre avvitato a questa tastiera, per leggere un libro; poi anche di aver visto tanti ragazzi al tuo funerale, il che è ovvio, giovane com’eri, ma è stato così commovente vedere tua madre, fuori sul sagrato, dopo la funzione, aggirarsi tra noi trovando la forza di ringraziarci, quasi rammaricandosi di non conoscerci tutti, di non saper che dire… questo è sembrato per un attimo dare conforto al suo dolore irrimediabile: sarà appunto stato un attimo, ma mi è parso importante, qualcosa che si porterà nello sprofondo dei giorni senza te
poi ti ringrazio di avermi fatto girellare, nell’ora precedente il treno del rientro, insieme a Marchino per Milano, la tua città, che m’è parsa bella - e detto da un torinese, sai che complimento sia - e di avermi fatto sentir bisogno d’indulgere a volermi bene, cosa che ho tradotto in una cioccolata con panna - erano secoli che non ne prendevo una - e nell’acquisto di una confezione di cigarillos… lo so che avrei smesso di fumare, ma oggi avevo proprio voglia di trattarmi bene, di premiarmi perché son vivo e non ho una ragione al mondo per non esser felice
e poi, sul treno del rientro, ho ricevuto un messaggio da un altro di noi, Francesco (“Volevo solo darti un abbraccio, dopo stamattina, non c’ero ma ci ho pensato molto”) ed uno dice Porca miseria, c’era gente che sarebbe salita fin da Napoli, per salutarti, pensa un po’… e sempre lì, sul treno, è successo un episodio buffo: il controllore ha preso il biglietto del ragazzo davanti a me, un punk biondo con cresta e chiodo marchiato anarchia, ed il ragazzo non aveva obliterato e neppure parlava italiano ed allora mi son messo io, in inglese (tu lo maneggiavi parecchio bene, l’inglese, Michele), a spiegargli che gli si doveva fare una multa, ma che gli si chiedevan solo 5 euro, il minimo, e non 50
ma il ragazzo mica li aveva, i 5 euro, ed allora io, che normalmente son polemico e mi sarei agitato, ho guardato il controllore con dolcezza e gli ho detto che gli toccava proprio fare una buona azione e, non ci crederai: ha funzionato!
e c’è di più, ascolta: il controllore si gira verso i sedili dell’altro lato, dove stavano tre prostitute nigeriane (che consultavano una rivista porno, si vede che facevano un corso d’aggiornamento) ed anche lì trova delle irregolarità e, mentre una delle ragazze mi indica e dice Lui parla inglese ed io scherzo Eh, ma allora mi dovete assumere come interprete, il controllore scuote la testa e con un sorriso triste ma dolce lascia perdere anche lì e passa oltre
vedi un po’… mi son girato verso il ragazzo punk e gli faccio Good karma for him today e ci siam sorrisi, ma solo io sapevo che oggi era una giornata speciale in cui ci si doveva voler bene e sapevo anche il perché
c’è solo una cosa, Michele, di cui dovresti ringraziarmi invece tu, ed è l’aver ascoltato con santa pazienza l’omelia di quel prete che diceva di averti conosciuto dieci giorni prima che tu morissi e, tirando in ballo Giobbe e Tommaso ed arrampicandosi sui paramenti, è arrivato a sostenere che da tuoi segni e sospiri - ché neanche riuscivi più a parlare - lui avrebbe capito che eri pronto a consegnarti ad un ente superiore e c’era un filo rosso tra il battesimo che avevi preso in quella stessa chiesa trentatrè anni prima ed un tuo ipotetico affidarti a Dio, quello di sua amministrazione, beninteso
a me veniva voglia di dirgli che il filo si vedeva sì, ma forse era il rosso sullo sfondo del tuo twitter - con falce, martello e tutt’e ccose - quindi potevamo capire benissimo il suo sforzo di ministro per stipulare un’altra polizza per il suo principale ma, insomma, ti stava vagamente tirando per i capelli e non era piacevole da sentire
però non riuscivo ad arrabbiarmi per questa professione di (mala)fede: era come se tu, non dall’alto di ipotetici cieli, ma semplicemente dentro il mio cuore, ti stessi facendo una grassa risata alle spalle sue
tornando a casa, ho poi trovato una mail di iMod - un altro dei nostri - e te la trascrivo qui: “Sono certo che a Milano, oggi pomeriggio, hai portato con te tutto il rimpianto, il dolore, tutta la stima che avevamo per Michele… Per tutto questo, ti ringrazio…” e che vuoi dire? intanto che portavo anche il saluto di Claudia e di Barbara, pure loro impossibilitate a muoversi, e poi che siete tutti voi da ringraziare, come i molti - sempre di più - che ti ricordano e che sto continuando a raccogliere su quel post
poi ho fatto un’altra cosa che io sempre trascuro e di cui tu eri uno specialista: ho messo una tag blazar a tutti i post che parlano di te qui… ed ora vado a letto, è molto tardi e domani mi alzo presto e vado a lavorare, ma per niente al mondo avrei concluso questa giornata senza scriverti queste righe e dirti un ultimo grazie, Michele.
ciao michele.
-
pollicinor
reblogged this from
nikink
-
dielle liked this
-
placidiappunti liked this
-
pm10
reblogged this from
nikink
-
edt liked this
-
3n0m15 liked this
-
marikabortolami liked this
-
skiribilla liked this
-
blondeinside liked this
-
iconoplastica liked this
-
elvira
reblogged this from
nikink
-
tommaso liked this
-
nikink
posted this